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EX STABILIMENTO FLORIO



LOCALITA': FAVIGNANA
POSIZIONE: NORD

DISTANZA DAL PAESE 100 m.

ORARIO APERTURA:
Giugno-Ottobre 10:00 > 17:00
da Luglio a Settembre 
10:00 > 13:30  17:00 > 23:00



BIGLIETTO:

INTERO 6€

RIDOTTO 3€

MINORI DI 18 ANNI GRATUITO


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EX STABILIMENTOFLORIO

DELLE TONNARE DI FAVIGNANA E FORMICA

La Storia

il più importante Stabilimento industriale per la lavorazione del tonno del mediterraneo, costruito nella seconda metà dell’800 per volere del senatore Ignazio Florio (1838-91), rappresentante di una delle famigli più prestigiose di imprenditori siciliani nei settori commerciale, industriale e finanziario del XIX secolo.

Il legame tra la famiglia florio e le isole Egadi avrà inizio, quando, nel periodo 1841-59, il padre, Vincenzo Florio(1808-68), prenderà in affitto le tonnare egadine, nulla a che vedere con il salto di qualità effettuato dal figlio, che acquisterà l’intero arcipelago (tonnare incluse), nel 1874, dai proprietari genovesi Pallavicini.

La prima opera commissionata  nell’ isola di Favignana sarà, nel 1876, la dimora estiva, il Palazzo Florio, per questo progetto Ignazio si affiderà delle competenze del Architetto Palermitano Damiani Almeyda, nel decennio successivo per la realizzazione  delle opere sulle isole verrà incaricato l’architetto Filippo La Porta.

Il primo nucleo dello stabilimento, il magazzino chiamato il “Torino”, fu costruito sul versante opposto, dell’ attuale arco portuale, sul quale sorgevano i vecchi locali adibiti a magazzini e “malfaraggio” (la Camparia), per iniziativa dell’ imprenditore genovese Giulio Drago che dal 1860 prenderà la gabbella dell’impianto di pesca dopo la rinuncia di Vincenzo Florio.

Sara solo dopo l’arrivo di Ignazio Florio, nuovo proprietario delle isole, che al nucleo originale si aggiungeranno, tra il 1881 e il 1889, i grandi magazzini, la sale di confezionamento del pescato e le strutture per gli addetti, oltre alla area, denominata camposanto, destinata all’ essiccazione delle teste dei tonni utilizzate per ricavarne olio per uso industriale.

Quattro grandi tavole di progetto acquerellate, firmate dal La Porta, furono esibite nel 1891 all’Esposizione Nazionale di Palermo, per illustrare non soltanto le dimensioni, la struttura e la funzionalità degli ambienti, ma anche la correlazione tra tipologia architettonica e nuovo modello industriale.

Ignazio Florio affidò la gestione dello Stabilimento a Gaetano Caruso.

In questa nuova e moderna realtà produttiva, di molto somigliante alle cittadelle operaie continentali, si riuscì a organizzare un ciclo lavorativo che coinvolgeva alcune centinaia di addetti.

Con la costruzione dello Stabilimento, il rinnovato impulso dato alla pesca e alla commercializzazione del pregiato prodotto, sui principali mercati nazionali e stranieri, fu ampiamente ripagato dal successo, in termini di immagine e di profitto. E anche quando, nei primi decenni del ‘900, le sorti di quello che era stato il più importante gruppo industriale e finanziario siciliano apparivano segnate, lo Stabilimento Florio, pienamente attivo e produttivo, sopravvisse al fallimento della dinastia imprenditoriale, passando, a fine anni trenta, prima nel novero delle aziende di proprietà dell’I.R.I, poi nelle mani degli industriali genovesi Parodi e da questi, infine, alla Regione Siciliana.

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