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GROTTA DEL GENOVESE


LOCALITA': LEVANZO
POSIZIONE: OVEST

DISTANZA DAL PAESE 50 m.

ORARIO APERTURA:


COME ARRIVARE:


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Lungo la costa nord-occidentale dell'isola di Levanzo, la più piccola, ma non la meno incantevole delle Egadi, il navigante attento può scorgere la Grotta del Genovese,una formazione carsica (determi­nata dalla solubilità della roccia calcarea, di conseguenza le acque tendono a penetrare all'interno delle masse rocciose allargando delle vie di circolazione sotterranea. Ne deriva una scarsità o assenza di idrografia superficiale) a 35 metri di altitudine, contornata dalla vegetazione tipica della macchia mediterranea.

La grotta custodisce una delle più importanti testimonianze di arte rupestre preistorica del mediterraneo, all’interno, cui si accede attraverso uno stretto cunicolo, si conservano numerose incisioni del paleolitico superiore,

e rappresentano figure umane e di animali (bovini, cervi, equini), I graffiti risalgono a 11-12 mila anni fa, ovvero alla fase finale del Paleolitico, poco prima cioè che il mare al termine dell’ultima glaciazione detta “Wurm” inghiottisse quei lembi di terra che rendevano le Egadi parte integrante della Sicilia.

Le pitture sono del periodo finale del Neolitico (5-6 mila anni fa) quando Levanzo era già un'isola, e riproducono un centinaio di figure antropomorfe, idolomorfe e zoomorfe (si riconoscono anche animali marini, probabilmente un tonno e un delfino).

La grotta fu individuata per la prima volta nel 1891

La “scoperta” e la divulgazione dello straordinario patrimonio di raffigurazioni parietali della camera interna risale al 1949, quando Francesca Minellono, una pittrice fiorentina, spinta dalla curiosità, motore di ogni grande scoperta dell'uomo si infilò, trascinandosi faticosamente sul ventre, nell'angusto cunicolo, dopo aver ascoltato i racconti dei pescatori locali.

Di questa scoperta fu informato il paleontologo fiorentino Paolo Graziosi, che , insieme a quella che all’epoca era la Soprintendenza per le Antichità della Sicilia occidentale, esplorò la grotta e nel 1953 organizzò una grande campagna di ricerca  allo scopo di datare i ritrovamenti.


Attualmente la Grotta del Genovese è la seconda grotta preistorica più importante al mondo dopo quella francese di Cro-Magnon (dove nel 1868 furono rinvenuti quattro scheletri attribuibili a popolazioni moderne detti “Homo sapiens”)

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