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PALAZZO FLORIO
DISTANZA DAL PAESE 50 m.
LOCALITA': FAVIGNANA
POSIZIONE: NORD
COME ARRIVARE:

BICICLETTA 
SCOOTER
AUTO 
ORARIO APERTURA:
MATTINA 9:30-13:30

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Palazzo Florio
Il nome dei Florio, dal quale prende il nome l’omonimopalazzo, si lega inscindibilmente a quello delle Isole Egadi quando IgnazioFlorio Senior nel 1874 le acquisterà dalla famiglia Pallavicino, con l’acquistodi esse ebbe la nuda proprietà delle case e delle tonnare, con l’esclusione deicastelli e dei terreni demaniali essendo stati aboliti i diritti di feudo. Ilcastello di S. Leonardo che occupava lo spazio di suddetto palazzo fuconsegnato al comune nel 1849 avendo perduto la sua primaria funzione, ilcomune successivamente dette nel 1873 il permesso di abbatterlo per ottenere lospazio libero ove poter ritirare a secco le barche e stendervi le reti. Con Regiodecreto del 1876 venne poi consentita la vendita e nello stesso anno il sitovenne venduto ad Ignazio Florio per lo stesso prezzo per il quale l’avevarilevato dal demanio, il castello venne quindi demolito e venne progettata ededificata la palazzina.LaVilla Florio è composta da tre piani fuori terra e uno interrato dotato di untunnel che attraversa il giardino e raggiunge la zona antistante il porto.Damiani, l’architetto di fiducia della famiglia, la progetta inizialmente sudue elevazioni, un piano rialzato e un piano nobile per meglio inserirla nellastruttura urbana dell’isola. Già nelle prime bozze sono presenti i segni dellinguaggio architettonico finale, archi ribassati, parapetti traforati,orologio sulla torretta, piccole torrette con copertura a punta lungocornicione merlato, scalone turrito, un semiottagono sporgente dal rigorosoquadrilatero d’impianto. Se tale impianto inizialmente soddisfanell’insieme  come stile, il desiderio ela fantasia del committente presumibilmente l’impostazione non parvesufficiente ai programmi di utilizzo di quest’ultimi. Forse per questanecessità nasce una terza elevazione, così la struttura diventa un cubolavorato e traforato. Questo palazzo viene definito un’opera eclettica del Damiani,ricca di fantasia progettuale e di libertà compositiva. Nell’archivio Damianiesiste una corrispondenza tra lui e il suo architetto di dettaglio Filippo LaPorta già suo allievo che abbraccia un arco di tempo che va dal 1876 al 1878,due anni in cui si sviluppa la costruzione della villa  contro l’iniziale previsione di realizzazionedel progetto di soli otto mesi. Attraverso questi documenti si ricostruisce uninteressante processo di lavoro di cantiere e di vicende affini legate allacostruzione. La palazzina non fu solo la residenza della famiglia Florio, maanche luogo dove vennero ospitati personaggi illustri invitati a  Favignana duranteil periodo di mattanza. La costruzione a esecuzione terminata si presenta comeun grosso cubo compatto con delle sfrangiture anch’esse compatte, quali i duebow window, la scala ottagona , le torrette cuspidate, la torre con l’orologio.È si può dire l’unica opera del Damiani che non presenti le forme classiche, dalui in altri edifici adattate ai gusti e ai bisogni moderni.
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