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CASTELLO S CATERINA favignana egadi.JPG
CASTELLO DI SANTA CATERINA

LOCALITA': FAVIGNANA
POSIZIONE: NORD

DISTANZA DAL PAESE 2 Km.

ORARIO APERTURA:
IN ABANDONO 

COME ARRIVARE:
IN PARTE
BICICLETTA 
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AUTO 

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Castello di Santa Caterina
Il castello, o forte, o fortezza di Santa Caterina si trova sullacollina dell’isola di Favignana a 314 m di altitudine.Dalla cima di Favignana, a occhio nudo, si possonoscorgere chiaramente tutti gli approdi dell’isola, e inoltre è possibileabbracciare con lo sguardo: Marettimo, Levanzo, l’isolotto di Formiche eMaraone, lo Stagnone, e la costa trapanese della Sicilia, da Capo San Vito aCapo Lilibeo
Il ruolo del castello era di posto d’osservazione edi segnalazione, in quanto il mare delle Egadi pullulava di pirati.
Si suppone che il primo nucleo dell’ attuale castello di Santa Caterinasorge sullo stesso sito in cui preesistevano rovinedi un edificio addirittura preesistente all’occupazione araba dell’isola, forsebizantino, se non più antico..
Il castello è però storicamente attestato per laprima volta in età angioina XIII secolo.Tra il 1568-1571 comincerà il restauro e l’ampliamento del forte, cheingloberà la struttura medievale, nel progetto del vicerè   marchese di Pescara.
Nella relazione di Spannocchi del 1577 1578 documentache il “castello del monte”, cioè Santa Caterina, era “antico ma di buona fabbrica”ma necessitava di restauro e di un ampliamento per creare tre dammusi per isoldati di guarnigione e per crearvi sopra una piazza per l’artiglieria,inoltre consigliava la creazione di una cisterna per la raccolta dell’acquapiovana. Vi erano di guardia sei uomini ed un caporale pagati dall’arrendatario (affittuario) dell’isola il trapanese Giovan Antonio Barlotta
Ilprincipale ruolo del presidio di Santa Caterina era la continua sorveglianza elo scambio , con gli altri fortilizi, principalmente con quelli di Marettimo eTrapani e con le imbarcazioni in mare, utilizzando segnali di vario tipo.    
Tra la fine del secolo XVI (1597) e i primi annidel secolo XVII (1616), Erasmo Magno
daVelletri era cronista al seguitodi una flotta militare che pattugliava il Mediterraneo per difenderne le costedalle continue incursioni barbaresche,
descrive, nel disegno, Santa Caterina si compone ditre volumi: una torre a Mezzogiorno, con una finestra che guarda la Piana e lacosta siciliana fra Capo san Vito (Trapani) e Capo Lilibeo (Marsala); un muromerlato, accostato alla prima torre e al centro; una seconda torre, sormontata daun’alta e ampia guardiola con il tetto a punta, dietro il muro merlato e versonord-ovest.

In un’immagine risalenteal 1640 (in: “Atlante di città e fortezze del regno di Sicilia” di Negro eVentimiglia) “il vecchio castello” è completamente ristrutturato. Aveva unbastione a sud, rinforzato agli angoli.
Vi si accedeva per unpiccolo ponte levatoio, protetto da un caditoio, munito di fossato, posto inangolo, sul lato nord della base. Nelle pareti vi erano poche e piccole aperture. Non era ancora stato costruito il bastione a nord cheinvece risale alla fortificazione richiesta dal vicerè Rodrigo Mendoza, durantela sua visita al castello, nel 1655.
Nell’Atlante di GabrieleMerelli (tavola.3, Isola della Favignana), del 1677, la forma del castello di“S. Catarina”, appare molto simile a quella odierna.
In un codice madrilenoattribuito a Castilla Carlos, del 1686, nel particolare del castello in cima alrilievo montuoso di “Favinana”, si scorgono chiaramente quattro torretteangolari, con cupole rosse.
I castelli di Favignana,prima della rivoluzione del 1848, furono ben fortificati dal governo borbonico,forniti di cannoni e di abbondanti munizioni, specialmente quello di S.Caterina.
La leggenda dei trecavalieri spagnoli “Osso, Mastrosso, Carcagnosso”, cui fanno riferimento icodici segreti di affiliazione alla ‘ndrangheta pare siano nati nel carcere diSanta Caterina, in questo periodo, tra il’20 e il ‘50.
Il 3 giugno 1860 i soldati borbonici lasciaronoFavignana. Era mezzogiorno. Gli antiborbonici salirono al castello edistrussero ogni cosa ricordasse il suo passato di carcere. Smontarono leinferriate e devastarono pure la cappella di santa Caterina.
L’8 giugno, subito dopol’ingresso di Garibaldi a Palermo, da Trapani fu chiesto al Comitato civico diFavignana di far sventolare il tricolore sul forte di Santa Caterina.
1861, il bagno di SantaCaterina fu soppresso. (Federico Bellazzi, Prigioni e prigionieri nel regnod’Italia, 1866, pag.33)
Il castello, affidato alla Regia Marina, fudestinato a stazione semaforica.

1893 Nel particolare di una foto, di SamuelButler, scattata l’anno 1893, vediamo l’antica silhouette del Castello di SantaCaterina non ancora alterata dalle modifiche che precedettero la II guerramondiale. Unica novità, rispetto all’epoca borbonica, è la torretta bianca alcentro che dal 1861 ospitava stazione semaforica.
Nel 1924 Alessandro Cataliotti annotava che accantoal castello era sorta una “palazzina per il comodo degli ufficiali”.La stazione semaforica chiuse nel 1969 e ilcastello abbandonato. 
Tuttora il castello si trova in stato di abbandono 
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